9 Settembre 2015 -

ANOMALISA (2015)
di Charlie Kaufman e Duke Johnson

Era uno dei film più attesi del concorso di Venezia 72: il secondo film alla regia di Charlie Kaufman, lo sceneggiatore indie più celebre e delirante di Hollywood, opera in stop-motion co-diretta con Duke Johnson, è una pellicola cerebrale e kafkiana che sbriciola in immagini l’Ego di un alter-ego romantico e misantropo del regista, che è uno scrittore di libri motivazionali per persone che lavorano ai servizi sociali, con l’apparenza di un pupazzetto deforme, ossessionato dalla Lakmé di Delibes, che sente le voci di tutti (uomini, donne, vecchi e bambini) come una voce unica, immutata. Poi incontra Lisa, che ha una voce diversa e che dunque è un’anomalia, e nasce un amore che sprizza un’emotività classica ma priva di romanticismo, quasi come se fosse un innamoramento della diversità più che dell’essenza umana.

Anomalisa è, tra i film di Kaufman, quello che più rivela la propria natura di esercizio cervellotico e cerebrale fino agli eccessi, trasformando un gioco di percezione, che altrove sarebbe una scelta stilistica, nel succo stesso dell’intera opera. A questo punto ci si potrebbe chiedere se è un bene o un male, ma considerando la fama di Kaufman e la sua alta considerazione tra la critica cinematografica internazionale, nonostante la sua filmografia sia altalenante e in continua evoluzione con più di qualche ostacolo. Dopo Synecdoche, New York, primo film regista che è ambizioso ma tutto sommato affascinante, Anomalisa riesce nell’impresa coraggiosa di umanizzare, anche con l’erotismo spinto, il pupazzetto, l’evoluzione meccanica dell’essere umano che, per smettere di essere cinema, deve perdere la propria maschera, perdere la propria emozione, diventare ufficialmente automa come gli esseri umani medi veri.

È, sì, un indie americano da Sundance come molti, ma con uno scopo nascosto importante, che supera la volontà di costruire una storia d’amore sui difetti degli esseri umani e anche la succitata sensazione di umanizzazione della figura dello stop-motion: Kaufman sin dall’inizio costruisce un mondo grottesco che ha più in comune con l’umorismo dei fratelli Coen che con i deliri mostruosi di Svankmajer, un universo nero in maniera classica e non sperimentale. Si può dire quindi forse che il fine ultimo di Anomalisa potrebbe essere quello di trasformare in maniera definitiva Kaufman stesso, attraverso il suo ennesimo alter-ego, in una figura hollywoodiana più vicina al classicismo che al cinema indie. Lo può confermare, forse, anche la citazione cinematografica più immediata, quando il protagonista accende la TV e vede uno spezzone, ricreato apposta, de L’impareggiabile Godfrey (1936) di Gregory La Cava.

Ovviamente, se c’è riuscito, lo dirà solamente il tempo, ma per ora non possiamo che immergerci nel teatrino dell’assurdo allestito dalla coppia Kaufman-Johnson, un palchetto rosso in cui il romanticismo cupo e le follie erotiche ed esistenziali della propria auto-analisi lasciano poco spazio alla riflessione interiore dello spettatore. È un meccanismo forse fine a se stesso, ma nel suo essere eccentrico e caldo nel parlare di come la vita umana può essere al contrario brulla e fredda il film ne esce come un successo di culto quasi istantaneo, un mostro cupo che annaspa nell’oscurità alla ricerca di una risposta a quel mistero che è l’amore, tanto cercato nel cinema quanto nella vita di tutti noi. La realtà, poi, magari è geometricamente alienante come i ritmi di una ribalta allestita per le marionette cadaveriche del cinema d’animazione del domani, ma bisogna penetrarla con l’impeto della ricerca, del viaggio attraverso il cinema, senza risposta, senza meta, senza arrivo. Kaufman non sa se può arrivare da qualche parte, né sa se lo vuole, ma appunto striscia nella direzione della scoperta e si muove nella melma dell’universo con la sincera e insensata paranoia del più folle e onesto tra gli innamorati.

Nicola Settis

“Anomalisa” (2015)
90 min | Animation, Comedy, Drama | USA
Regista Duke Johnson, Charlie Kaufman
Sceneggiatori Charlie Kaufman, Charlie Kaufman (play)
Attori principali David Thewlis, Jennifer Jason Leigh, Tom Noonan
IMDb Rating 7.5

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