2 dicembre 2018 -

CASSANDRO THE EXOTICO! (2018)
di Marie Losier

Riscrivere un’esperienza, nella finzione che si ritrova a essere reale così come nel suo opposto, nel reale che si trova a essere finzione. Che cosa sia il Wrestling, qui declinato come Lucha Libre, è difficile da spiegare come (in un certo senso) è anche difficile da capire. È un qualcosa che sta a metà tra lo sport e lo spettacolo, una disciplina atletica costruita quasi su una sceneggiatura, un intrattenimento assai più complesso di quanto esso possa apparire. Ed è anche identità, soprattutto nelle comunità al confine, mai così discusso, fra Messico e Stati Uniti, dove la palestra rimane un’isola felice, un luogo di redenzione in cui tenersi lontani da baratri di criminalità e droga, violenza e drammi sociali. Direttamente dall’originalissima selezione dell’ACID, sempre più nuova linfa nel rompere gli ingrigiti schemi del Festival di Cannes, giunge a TFFdoc un ritratto sentito e visionario di uno dei suoi protagonisti più chiacchierati ed estremi, famigerato tra la sua gente e problematico nel suo mettersi in scena. Cassandro, nel suo vistoso trucco e nelle sue paillettes (non solo) di scena, è dichiaratamente gay, straordinariamente eccessivo, volutamente glamour, e quella di Marie Losier è una specie di dedica filmata alla sua figura che la oltrepassa naturalmente, arrivando a definire ciò che c’è dietro a uno “sport” a noi spesso incomprensibile e ancor più in generale alle criticità di una porzione di mondo oggi sofferente e piena di storture. In questo vortice il vecchio leone del ring si muove con dolcezza e malinconia, stanco e un po’ malandato, sofferente ma con il fuoco nell’anima per vivere continuamente su un set assai particolare.

Saúl Armendáriz è Cassandro, the Exotico. Appare anzitutto come corpo, nelle sue forme mutevoli e sfregiate, nodose e muscolose; spinto all’eccesso del punto di fuga, al limite del punto di rottura. Il suo è un corpo dato in pasto allo spettacolo, all’esigenza di farne parte per regalare al suo popolo qualcosa che vada oltre al divertimento, fra sogno e poesia, fra storie e leggende. Cassandro è però anche anima dedita alla perdizione fin dalla tenera età, e al ricordo di quella madre che ogni giorno va a trovare al camposanto. Portandosi dietro la sua ossessione per il sesso e per le droghe, le sue continue umiliazioni e il suo rapporto morboso con l’alcol, la sua sofferenza continua che dal corpo si trasferisce all’anima, lacerando ricordi e memorie. Cassandro insegna ai giovani, perché nel wrestling la facoltà più importante è imparare a cadere. Dopo infinite cadute, dentro e fuori il ring, è ancora pronto a rialzarsi. Si è disintossicato ed è (quasi) pronto ad abbandonare l’attività professionistica per dedicarsi ad altro; una nuova avventura che vada oltre alla sopravvivenza, nel trovare altri sensi esterni alla Lucha, nel ridiscutere una giovinezza quanto mai difficile e vissuta visceralmente nel sogno di diventare lottatore, nella sfida continua dell’accettarsi (e sentirsi) accettato nella sua estrosità che lo hanno portato ad esser definito come “Liberace” della Lucha Libre.

Marie Losier ci regala uno splendido e personalissimo viaggio in 16mm attraverso la preparazione quasi eroica del guerriero fino a mostrarne la carne, in una doppia nudità continua che si confonde tra l’essere uomo e lottatore di Cassandro. Lo scopre pian piano, e noi con lui, dalla passione per Lady Diana alla sua creatività nel disegnare i propri costumi ipercolorati, passando per i microfoni in campo e per un montaggio estetico e frenetico che continua a rivelare la presenza della sua macchina cinema. Si pone spesso in campo come una vecchia amica che lo invita ad aprirsi e cerca di ricostruire un’estetica dimenticata e sgargiante, e al contempo restituisce un forte senso di solitudine che è proprio dell’atleta che deve appendere le sue passioni al chiodo perché quel corpo (e quella carne) sono ormai troppo lacerati. Sarà l’ultimo grave infortunio a portare Cassandro al limite di un altro baratro, in un vortice di vecchi fantasmi che riaffiorano inesorabilmente e in cui la sensibilità estrema della Losier lavora in sotto traccia per non farli degenerare. C’è ormai un profondo rispetto tra l’eroe kitsch e l’artista d’avanguardia, un dialogo continuo che oltrepassa l’essere del film e diventa supporto, trasporto e salvezza. Ed è questa la grande facoltà acquisita da Saúl, il saper ascoltare e il rigenerarsi, lottando giorno dopo giorno, altre battaglie ben più complesse di quelle che ti pone davanti il ring. La sconfitta (anche quella definitiva, come la pseudo messa in scena della propria morte) non è contemplata per un lottatore, tutto è relativo, anche l’ultimo spettacolo. E dunque si ritorna al principio, allo spettacolo che guarda un altro spettacolo per definire traiettorie di realtà vive e pulsanti, dell’accettare e dell’accettarsi, il tempo e se stessi. Nel rapporto quasi privato che nasce tra lui e lei ci immergiamo noi spettatori, quasi voyeuristi indagatori di amicizie altrui per imparare a conoscere le nostre. Il reale che si ritrova a esser finzione per raccontare il reale. Chissà se c’è così tanta differenza tra la Lucha e il cinema.

Erik Negro

“Cassandro, the Exotico!” (2018)
73 min | Documentary | France
Regista Marie Losier
Sceneggiatori Antoine Barraud, Marie Losier
Attori principali Cassandro
IMDb Rating 6.7

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