Laureata al DAMS e attualmente impegnata a concludere una seconda, altrettanto inutile laurea al CAM di Torino, ha sviluppato una passione per la musica per il cinema e assunto The Blues Brothers come imprescindibile riferimento culturale ed esistenziale. Odia i nazisti dell’Illinois, ma per rigore scientifico estende la diffidenza anche agli altri nazisti. Una malsana passione per la storia e la convinzione che leggere cose deprimenti fosse un ottimo modo di trascorrere il tempo l’hanno poi portata a interessarsi al Medio Oriente e, con ammirevole sprezzo della serenità personale, a fare ricerca sulle rappresentazioni mediatiche dell’Intifada. Da allora oscilla senza particolare coerenza fra cinema, musica, storia e geopolitica, cercando disperatamente un filo conduttore e sostenendo, quando interrogata, che sia tutto perfettamente sensato. Non lo è. Nel tempo libero guarda film, ascolta colonne sonore e cerca di non trasformare qualsiasi conversazione in una digressione politica di quaranta minuti su un argomento che nessuno aveva chiesto. Con risultati alterni.