3 Settembre 2016 -

LA LUCE SUGLI OCEANI (2016)
di Derek Cianfrance

Chissà che brutta persona sto diventando se, alla fine della proiezione stampa nella glaciale Sala Grande, sono riuscito ad emozionarmi, finanche commuovermi, per il turgido, saturo, pomposo melodramma costiero di Derek Cianfrance in concorso a Venezia 2016, The Light Between Oceans, distribuito ora nella Penisola con il titolo, più o meno letterale, La luce sugli oceani.
Il film è ambientato sulla punta estrema dell’Australia occidentale, in un posto che si fa fatica a trovare su Google Maps perché, evidentemente, è una località fittizia; ad ogni buon conto, l’isola si chiama Janus, ed è vicina al villaggio di Partageuse: congetture vorrebbero che la reale location sia Bryon Bay, situata poco più a sud di Brisbane, oppure, più probabilmente, potrebbe essere Maatsuyker, dove realmente esiste un faro e soprattutto si trova in Tasmania, dove il film è stato girato.
La luce sugli oceani è la storia di un reduce della Prima Guerra Mondiale (Fassbender), il trauma visibile negli occhi spenti e nella perenne inespressività del volto, che viene chiamato a svolgere la mansione di guardiano del faro, il che significherebbe spendere il tempo della durata del contratto in (potenziale) solitudine assoluta. Accetta, viene molto ben voluto dai datori di lavoro, e fra una cena e un’altra riesce addirittura a far innamorare e a innamorarsi della giovane Isabel (Alicia Vikander, compagna anche nella vita di Fassbender), che prende la decisione di lenire la solitudine di Tom trasferendosi con lui sull’isola.

Le notti diventano meno buie e meno fredde, la pioggia e il vento squassano il faro, che Tom pure amministra con dedizione, ma adesso ci si può riscaldare a vicenda, e quindi si prova a fare un bambino. Ma Isabel ha un aborto spontaneo. Poi ne ha un secondo. Poi arriva una piccola imbarcazione con a bordo un uomo morto e una bambina, in fasce. Una piccola Mosè in balia dei flutti. Si decide di comune accordo di tenerla, e di nascondere la tragedia occorsa poco prima, “chi vuoi che lo venga a sapere, in città”.
Tom, particolarmente dedito al rispetto delle regole, vive un dissidio interiore violentissimo. Lo snodo cruciale avviene quando, al battesimo della bambina, a Partageuse, si imbatte nella madre naturale della loro bambina. Ma abbiamo detto anche troppo, e dobbiamo fermarci, anche perché è a questo punto che la narrazione diventa una valanga che porta con sé gli eventi, che si travolgono l’un con l’altro.

Fassbender è meno bravo della Vikander, forse perché va fin troppo a fondo con la freddezza del proprio personaggio, ma comunque la coppia regge esclusivamente sulle proprie spalle (Rachel Weisz, che pure compare a tre quarti della vicenda, fa fatica a rendersi memorabile) l’intera narrazione. The light between oceans è un film condotto con mano esperta da Cianfrance, con un evidente salto di qualità rispetto ai lavori precedenti, il piccolo cult per coppiette Blue Valentine e soprattutto Come un tuono: la cosa che si apprezza di più è l’audacia visiva dello sguardo, complice una fotografia maestosa di Adam Arkapaw, luminosissima, calda, spesso in lattiginosi controluce, dove addirittura i rinomati flare degli obiettivi anamorfici fanno pensare alla pellicola, ma purtroppo l’incanto svanisce quando il crudele Imdb annuncia che è stato girato in Alexa. Le musiche sono di Alexandre Desplat, che stavolta deroga alla discrezione dei suoi minuetti in favore di uno score potentemente orchestrale, che qualche volta Cianfrance monta al posto sbagliato al momento sbagliato, ma è perdonabile.

Sul catalogo della Mostra, c’è un interessante commento del regista, che vogliamo riportare per intero lasciando a dichiarazioni di prima mano il compito di arricchire e completare il nostro discorso:
A 8 o 9 anni immaginavo che ogni casa fosse un’isola. E su queste isole vivevano famiglie. Quando si visitava una di queste isole, si era accolti da un luminoso sorriso e da una piacevole conversazione. Ma, a porte chiuse, il comportamento su quelle isole cambiava: emergeva la verità. A volte la si udiva: le urla dall’altra parte della strada, portate dal vento. […] Così cominciai ad annotare ciò che vedevo sulla mia isola con la mia famiglia: le nostre verità, i nostri segreti. Registrai su nastro i litigi; fotografai i pianti; girai un video di mio padre incazzato per lo scoppio di una gomma in pieno deserto. La mia famiglia non era granché entusiasta della mia incessante indagine e nessuna delle mie foto finì in mostra sulla mensola del caminetto. Flash-forward di molti anni… Un giorno ebbi in dono una copia di The Light Between Oceans di M.L. Stedman, storia di un guardiano del faro che vive su un’isola con la moglie e una bambina. I due hanno un segreto che cercano di nascondere al mondo. Sentii di essere nato per raccontare la loro verità.

Elio Di Pace

“The Light Between Oceans” (2016)
132 min | Drama, Romance | USA / New Zealand / UK
Regista Derek Cianfrance
Sceneggiatori Derek Cianfrance (written for the screen by), M.L. Stedman (novel)
Attori principali Michael Fassbender, Alicia Vikander, Rachel Weisz, Florence Clery
IMDb Rating N/A

Articoli correlati

JACKIE (2016), di Pablo Larraín di Marco Romagna
THE WOMAN WHO LEFT (2016), di Lav Diaz di Marco Romagna
THE AGE OF SHADOWS (2016), di Kim Jee-woon di Nicola Settis
DAWSON CITY: IL TEMPO FRA I GHIACCI (2016) di Bill Morrison di Nicola Settis
PRANK (2016), di Vincent Biron di Nicola Settis
SPIRA MIRABILIS (2016), di Martina Parenti e Massimo D'Anolfi di Davide Stanzione