7 Agosto 2015 -

RICKI AND THE FLASH (2015)
di Jonathan Demme

È iniziato da poco agosto e con esso arriva il Festival del film di Locarno 2015, un festival che, com’è spesso giusto che sia, contiene sia la crème de la crème del cinema indipendente o hollywoodiano dei grandi circoli di distribuzione, sia gioielli da scoprire o da riscoprire nei meandri di scene cinematografiche inesplorate del passato e del futuro. Con una serata d’apertura coinvolgente per tutto il pubblico europeo con un restauro di E la nave va (1983) di Federico Fellini, il giorno prima dell’inizio del festival si conclude già con la maestosità che un evento del genere si merita sempre. E il giorno dopo, quando i giochi invece cominciano a farsi seri, entrano in scena film nuovi e diversi di ogni sorta. Lo può dimostrare in maniera notevole l’ultimo sforzo di Jonathan Demme, un film musicale che vede nel suo cast star da Oscar come la protagonista Meryl Streep e Kevin Kline. La trama mette in scena la storia di Ricki Rendazzo, rockstar ultrasessantenne squattrinata che, dopo un breve periodo di relativa fama in un passato remoto, si ritrova a suonare cover di brani rock classici e pop moderni quotidianamente in una bettola con un’appassionata band, i The Flash da cui il titolo internazionale (in Italia verrà distribuito come Dove eravamo rimasti – scelta perlomeno opinabile). Il suo ex-marito Pete, interpretato appunto da Kline, la ricontatta chiedendole aiuto nel risolvere i problemi depressivi della figlia Julie (Mamie Gummer). Ricki va a raggiungerli nella loro dimora a Indianapolis scontrandosi con i ricordi, i desideri di un’identità materna e gli altri membri della propria famiglia, non solo gli altri figli ma soprattutto l’attuale moglie di Pete.

Una delle prime cose a trasparire nella sceneggiatura di Diablo Cody, la blogger ed ex-spogliarellista che ha vinto nel 2008 l’Oscar alla sceneggiatura per la commedia di Jason Reitman Juno, è come in questa anacronistica storia di commoventi drammi familiari non vi sia un punto di vista etico definibile come il più assimilabile e giusto – la simpatia travolgente di Ricki è una cosa che viene da sé con l’appassionarsi lento alla sua storia e non assolutamente una caratteristica innata, a partire da come lei viene presentata soprattutto politicamente: repubblicana fino al midollo e un pizzico omofoba anche se cerca di nasconderlo nella maniera migliore che può. In un cinema libero e beffardo come quello di Demme, una protagonista così diventa quasi una maschera grottesca: la risata nasconde il dolore di una forever-young sospesa tra il fallimento del sogno americano e i rischi dello stile di vita hippy, gli strati di trucco ricordano la finzione dietro il personaggio stesso della rockstar (accentuata dalle liti mezze finte e mezze vere tra Ricki e il suo chitarrista/spasimante Greg sul palco), e nelle rughe è evidente la raffigurazione di una figura del passato, di un passato che non c’è più, anche volendo di un cinema che non c’è più. Ma non vuole assolutamente essere una critica ad un genere musicale o cinematografico stantii, quanto più una sorta di monumento umoristico al forte cuore pulsante dietro quello stile di vita, quello spirito ormai anacronistico che parte dalla libertà e poi s’inoltra nel territorio dell’ipocrisia e dell’infrangimento del sogno americano – come nel caso di molti dei sognatori degli anni ’70, a partire da rockers e bikers di ogni gang e Stato. Il film chiaramente non mostra solo i lati buoni di questa vita, ma è attento a oggettivizzare un ritratto che non perde mai ritmo né emozione, portando nelle varie canzoni a più momenti molto emozionanti (soprattutto con Drift Away di Uncle Kracker e My love will not let you down di Bruce Springsteen), con l’onnipresente e notevole voce di una Meryl Streep al top della sua forma. E la forma è quella a cui Demme ci ha abituato con molti tra i suoi film migliori, e qui, nel secondo decennio del nuovo millennio, dopo il memorabile e drammaticissimo Rachel sta per sposarsi (2008), la satira si fa lentamente più sottile sino a toccare vene scoperte con cattiveria spesso anche inaspettata, senza mai dimenticare il lato umano di ogni singolo personaggio.

Quello che viene fuori è una commedia drammatica che sogna e appassiona e che è portata avanti con cuore ed emozioni da uno dei cineasti più moderni e importanti dell’attuale cinema americano. È un film che è a portata di tutti e che soprattutto è di primo impatto molto basilare, grazie alle coreografie coinvolgenti di scene musicali che si mostrano più volte similmente e a personaggi studiati con attenzione per essere correlabili. In un ambiente corrotto e ripetitivo come quello della commedia hollywoodiana, Ricki and the Flash è un benvenuto d’onore, che riesce a mostrarsi come un film grande e un film piccolo contemporaneamente e che, con poche ambizioni, mostra con grazia il tatto di un grande autore.

Nicola Settis

“Ricki and the Flash” (2015)
101 min | Comedy, Drama, Music | USA
Regista Jonathan Demme
Sceneggiatori Diablo Cody
Attori principali Meryl Streep, Rick Springfield, Rick Rosas, Joe Vitale
IMDb Rating 6.0

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