4 Settembre 2015 -

LOOKING FOR GRACE (2015)
di Sue Brooks

A due anni dalla noia provocata da Tracks di John Curran, il concorso di Venezia torna a ospitare un film australiano per molti versi simile. Se in Tracks, infatti, la protagonista si lanciava alla ricerca di se stessa attraverso un viaggio a piedi nel deserto accompagnata solo da cammelli, in Looking for Grace, opera sesta della regista Sue Brooks, il senso della vita dei protagonisti parte sempre dalle strade, costantemente in viaggio, ora alla ricerca dell’indipendenza, ora della soddisfazione, ora del denaro, ora di una figlia. Vorrebbe essere una lettura agrodolce dell’amore familiare, del destino e della complessità della vita, il film della Brooks, ma si rivela ben presto un progetto confusionario e privo di sostanza. Paradossalmente, Looking for Grace soffre per lo più proprio di quello che avrebbe dovuto essere il suo punto di forza: il passaggio continuo del punto di vista da un personaggio all’altro, con gli stessi istanti visti più volte (idea di per sé non più originalissima: Kubrick girò Rapina a mano armata nel 1956, Tarantino Jackie Brown nel 1997, ora siamo nel 2015), risulta alla lunga forzato e pasticcione, fino ad un finale che non è in grado di fornire una compiutezza al lungometraggio.

Ma andiamo per ordine: si parte con la storia di Grace, giovane che fugge di casa con un’ingente somma di denaro per un lungo viaggio in pullman attraverso l’Australia, verso un concerto metal hardcore. Sulla strada, conosce un aitante belloccio che la seduce e la deruba, a breve la ritroveranno i genitori. Da questo momento, si dipanano una serie di flashback che seguono i punti di vista più disparati (la madre, il padre, un anziano detective, un camionista con pargoletto al seguito), attraverso i quali il film procede per accumulo e cliché, a metà fra il road movie privo di un reale romanzo di formazione alle spalle ed una commediola per famiglie non particolarmente brillante. Looking for Grace vorrebbe scrutare nei cuori dei propri personaggi, dare voce alle loro emozioni, porre l’accento sulla caoticità della vita, ma nell’alternarsi di eventi, storture, segreti e bugie d’ogni tipo, finisce per cedere al fascino sicuro dello stereotipo e della parodia. Ecco quindi il tentativo di adulterio del padre e la sua nausea ad impedirne la consumazione, l’erotismo ancora rampante dell’anziano detective contrapposto alle crisi notturne, le telefonate della madre durante il tentativo di infedeltà e le continue soste -tipicamente femminili- per andare in bagno, fino alle scarpe maleodoranti di Grace e le sue crisi isteriche adolescenziali.

Quello che rimane, dopo la visione di Looking for Grace, sono quasi solo i notevoli paesaggi australiani. Per il resto, privo di un reale senso, il film rimette progressivamente a posto i pezzi del puzzle disvelando un segreto per volta, ma mai riesce a penetrare in profondità l’animo dei propri personaggi né a farli crescere, limitandosi a gag macchiettistiche e risvolti narrativi che ben poco riescono a suggerire all’infuori del caos. Girando intorno alla ricerca di spazi e libertà, passando per un erotismo represso che sembra piuttosto un’atavica voglia di trasgredire, il lungometraggio perde ben presto la propria verve ironica, piombando nei più medievali intenti moralizzanti. Non bisogna scappare di casa, bisogna diffidare dagli sconosciuti bellocci, non bisogna tradire la moglie: gli unici spunti comunicativi del film si riducono a moniti buonisti a metà fra il romanzo rosa e l’indie americano, per un prodotto in definitiva stanco e preconfezionato, inutile, già visto e mai amato. Un’occasione persa, in realtà, perché le premesse esistenzialiste -a partire dal titolo, votato alla ricerca di Grace ma anche di una grazia, la tranquillità di una famiglia normale e normalmente problematica- ci sarebbero state tutte. Quello che manca, piuttosto, è il talento nel metterle in scena.

Marco Romagna

“Looking for Grace” (2015)
100 min | Drama | Australia
Regista Sue Brooks
Sceneggiatori Sue Brooks
Attori principali Radha Mitchell, Richard Roxburgh, Odessa Young, Terry Norris
IMDb Rating 5.2

Articoli correlati

11 MINUT (2015), di Jerzy Skolimowski di Erik Negro
AFTERNOON (2015), di Tsai Ming-Liang di Nicola Settis
THE NIGHTINGALE (2018), di Jennifer Kent di Elio Di Pace
A BIGGER SPLASH (2015), di Luca Guadagnino di Nicola Settis
TANNA (2015), di Bentley Dean e Martin Butler di Marco Romagna
REMEMBER (2015), di Atom Egoyan di Nicola Settis