12 Settembre 2015 -

TI GUARDO – DESDE ALLÀ (2015)
di Lorenzo Vigas

Dalle prime inquadrature, immagini fisse di corpi nudi in controluce con fari e illuminazioni fuori luogo, si percepisce già che lo stile del debuttante venezuelano Vigas non dovrebbe avere a che fare con il concorso di Venezia 72, che ha comunque regalato più di qualche film veramente discutibile. La storia è quella di un omosessuale, interpretato da Alfredo Castro, che vuole guardare ma non toccare i soggetti del proprio desiderio e che intrattiene una relazione particolare con un giovane interpretato dall’esordiente Luis Silva. I dialoghi sono pochi, l’esposizione è curata apposta male come se bastasse fare il verso agli splendori sovraesposti di Larraìn per essere un autore, la storia non va da nessuna parte. Non si sente alcuna morbosità, alcuna anima nelle immagini che mostra Vigas, che sembra quasi implicare la necessità del regista di mettere in scena una storia che sia più importante delle immagini, ma la storia è spenta e vuota. Una trama che magari solo Michael Haneke avrebbe potuto rendere interessante, in cui l’erotismo respingente non respinge e l’eventuale, possibile discorso sullo sguardo e il voyeurismo si riduce in un’allegoria già vista tante volte.

Insomma, su Desde allà c’è pochissimo da dire. Ma c’è una questione aperta: perché esistono film di questo tipo? Perché esistono registi che decidono di scrivere tragici enigmi come quello all’interno di questo film? Il risultato è un dramma inutile, che quasi si trasforma in un corollario erotico e confuso de Il servo di Joseph Losey. La necessità che porta all’invenzione di opere come Desde Allà è una necessità non politica, non artistica, puramente di commercio per uno spettatore dallo sguardo più o meno raffinato. Ma è una necessità pericolosa e abissale se porta film così scialbi in concorso a Venezia, che, per influenza, è uno dei più importanti festival del cinema a livello europeo e internazionale, facendo uscire fuori posto film come quelli di Wiseman e Tsai. È come se lo spettatore o il selezionatore festivaliero ormai cercasse l’opera alternativa rispetto al grande film del grande autore, preferendo l’interesse verso lo stile registico “strano” di turno piuttosto che verso la realtà e la magia del riuscire a filmarla. Vigas è, in questo senso, un nemico difficile, come tutti i provocateurs che provocano meno di quanto credano.

Il cinema è qualcosa che si soffre perché l’occhio (non solo in Powell e Pressburger) uccide, però può essere ancora più sofferente quando non causa abbastanza dolore, tra il realismo carnale del soggetto del film (co-scritto da Guillermo Arriaga, a cui dobbiamo la sceneggiatura dei primi tre film di Iñàrritu) e il leccatissimo bisogno di trasformare l’immagine reale in immagine cinematografica con giochi di luce. Ma la luce lo spettatore non la vede, perché un film così chiuso in sé stesso dà spazio solamente ad un buio invisibile che acceca e confonde i sensi. Il ritratto psicologico arretrato dei personaggi allontana l’aliena ed estraniante assenza della musica extradiegetica dall’essere veramente un lavoro di astrazione, rendendo l’intera operazione ancora più sterile. Risulta quasi pedante continuare a descrivere un mondo come quello della pellicola di Vigas, perché non c’è niente che funziona, ed il suo essere, sostanzialmente, “solo” un brutto film difficile da categorizzare lo rende anche lontano dall’essere un male assoluto e cadaverico: Desde Allà è una futilità sobria, dimenticabilissima.

Nicola Settis

“From Afar” (2015)
93 min | Drama, Romance | Venezuela / Mexico
Regista Lorenzo Vigas
Sceneggiatori Guillermo Arriaga (based on a story by), Lorenzo Vigas (based on a story by), Lorenzo Vigas (screenplay)
Attori principali Alfredo Castro, Luis Silva, Jericó Montilla, Catherina Cardozo
IMDb Rating 6.8

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